Aiutaci ad arredare la palestra della Rocca

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Il progetto di casa famiglia “La Rocca” di Altavilla Vicentina è l’anello mancante nella rete dei servizi sulle gravi lesioni cerebrali acquisite: la prima casa-famiglia in Veneto per accogliere le vittime di trauma cranico e prive di un genitore, un parente o un amico in grado di assisterle.

Aiutaci in questa impresa con una donazione di 50€, 100€, 250€ o 500€… 

ci permettererai di arredare la palestra con le migliori attrezzature riabilitative e raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti: dare alle persone che vivono il dramma della cerebrolesione acquisita una casa sicura, vicina alle loro esigenze, ai loro desideri, ai loro sogni.

Aiutaci a vincere questa sfida. Contiamo su di te!

Scarica la lista delle attrezzature riabilitative per la palestra della RoccaAttrezzature per la Rocca

P.S. le donazioni per La Rocca sono deducibili dal reddito imponibile delle persone fisiche e giuridiche ai sensi della legge “Più dai, meno versi” (d.lgs 35/2005)

 

Com’è vivere alla Rocca… 3 anni dopo

La Rocca, prima casa famiglia in Veneto dedicata alle vittime di gravi lesioni cerebrali acquisite, è operativa dal 2015.

Da allora abbiamo accolto circa cento persone vittima. Le abbiamo assistite nella riabilitazione e aiutate a ritrovare l’autonomia, la consapevolezza, la speranza.

Dipendere necessariamente da qualcuno è una delle cose che pesa di più alle persone colpite da un danno cerebrale permanente e l’indipendenza sembra spesso un obbiettivo irraggiungibile e lontano ma che attraverso il duro lavoro con l’equipe e svolgendo attività come le vacanze e il pernottamento alla Rocca, è possibile.

Alla casa famiglia gli utenti trovano un ambiente accogliente  familiare, che facilita il percorso riabilitativo. E’ difficie spiegare a parole cosa vuol dire vivere alla Rocca. Tre anni dopo l’apertura e l’intervista ad Enrico, il nostro primo ospite, proviamo a farlo con una delle attività riabilitative che giorno per giorno proponiamo ai nostri ragazzi con il supporto degli operatori, dei volontari che con instancabile passione sono al nostro fianco, e di professionisti della riabilitazione cerebrale (psicologo, neuropsicologo, fisioterapista, logopedista).

Guarda il video:

Leggerezza, sollievo, comprensione: è il frutto del gruppo di accompagnamento familiare

Il gruppo di accompagnamento familiare è una parte fondamentale della riabilitazione delle vittima di grave lesione cerebrale acquisita. Il progetto multidisciplinare del Brain prende in considerazione diversi aspetti della vita della persona: fisico, psicologico, sociale e familiare. La riabilitazione familiare è intrapresa con la vittima e i familiari più stretti: genitori, figli, moglie, marito. Dalla decennale esperienza del Brain nella riabilitazione dalla grave lesione cerebrale acquisita è nato il gruppo di accompagnamento familiare coordinato dalla nostra psicologa Ilaria Locati.

RaffaellaDopo il trauma spesso accade che la famiglia rimane sola e isolata: gli amici di sempre in molti casi si allontanano, i parenti hanno difficoltà a comprendere la reale condizione di disagio in cui vive la vittima e i familiari più stretti: la moglie, il marito, i figli.

Il gruppo di accompagnamento familiare per i coniugi è uno spazio rivolto al marito o moglie di una persona vittima di trauma cranico. È uno spazio di condivisione dove si aiuta il familiare a comprendere le nuove dinamiche della coppia, ad affrontare i problemi della quotidianità, ad accettare la nuova condizione di vita familiare.

A raccontarci l’esperienza del gruppo di accompagnamento per i coniugi è Raffaella, che lo frequenta da due anni:

«Ho conosciuto l’Associazione Brain 5 anni fa, ma chiedevo loro qualche consiglio e niente di più. È stata mia figlia a parlarmi del gruppo per i coniugi ed ha molto insistito affinché lo frequentassi. Io non volevo assolutamente, pensavo di potercela fare da sola, ma non era così. A un certo punto stavo per scoppiare e alla fine ho ceduto: sono andata al mio primo incontro di accompagnamento familiare dei coniugi.

Non mi aspettavo grandi cose e tutt’ora quando vado non me le aspetto, ma ogni volta che frequento il gruppo mi sento serena, vengo a casa più leggera, sollevata, capita. Mi aiuta ad andare avanti.

Anche il rapporto con mio marito è cambiato. Ho finalmente delle risposte a dei perché, ho capito come reagire in certe situazioni. Prima mi sentivo in colpa, frequentando il gruppo ho capito che non c’è una colpa in quello che è successo, è stato un incidente.

Il gruppo di sostegno ai familiari è una grande opportunità: non risolve i problemi, quelli restano, ma è un grande aiuto morale, fa vedere le cose sotto un altro aspetto.

Oggi le figlie mi vedono più forte rispetto a prima, mi vedono più convinta ad andare avanti. Ci sono certi momenti molto difficili che adesso affronto in maniera diversa. Sono molto più sicura di me».

Per maggiori informazioni in merito ai gruppi di accompagnamento familiare

Contatta la nostra psicologa

Dott.ssa Ilaria Locati:

Telefona al numero 347 055 5256

O scrivi a info@associazionebrain.it