“Chi me lo fa fare? Ve lo racconto”. La storia di Nicola, donatore di impegno, cuore, tempo

Avete letto tante storie dei nostri ragazzi e ragazze del Brain. Persone coraggiose che ogni giorno si rialzano e percorrono un nuovo passo per riprendersi con tanta fatica la loro vita.

Ci sono molte figure ad accompagnarli nella riabilitazione: operatori socio sanitari, personale esperto nella riabilitazione (fisioterapista, logopedista, psicologa, neuropsicologa), volontari.

Ciascuna di queste figure ha un ruolo importante in questo percorso di ritorno alla vita fatto anche e soprattutto di legami sociali.

Vi raccontiamo la storia di Nicola, un volontario del Brain, anche lui una persona coraggiosa che si mette in gioco, che dà il cuore e il proprio tempo per stare a fianco dei nostri ragazzi e instaurando con loro un legame di amicizia.

Ho conosciuto Brain l’anno scorso, nel 2016. Nel mese di Maggio nella chiesetta della Rocca fanno il Rosario e così un venerdì ci siamo incrociati proprio lì, alla celebrazione. Un po’ conoscevo già i ragazzi però quel giorno ho avuto modo di parlarci. Mi sono proposto di andare a trovarli e da allora quando serve faccio anche qualche lavoretto per sistemare la casa. 

Ho preso confidenza con tutti. Federico, Massimo, e Francesco sono i ragazzi più autonomi e per me più gestibili. Con loro si è creato un rapporto più stretto e una o due volte a settimana, quando posso, li porto fuori.

In particolare si è creato un rapporto speciale con Federico. Quando esco con lui non ho altri ragazzi, perché è impegnativo, va seguito. 

Federico è stato il primo ospite della casa che ho conosciuto. È il ragazzo che cerca più degli altri un contatto umano, anche semplicemente scroccando una sigaretta o facendo una chiacchierata. Poi è giovane e chiaramente ha il modo di fare da giovane: ha voglia di fare, di muoversi, di chiacchierare.. ne ha proprio la necessità e allora lo porto fuori. Edda – la presidente – mi ha spiegato come fare, come stargli vicino perché non è facile, può innervosirsi. Sinceramente siamo riusciti ad entrare in sintonia fin da subito e non abbiamo mai avuto problemi.

I volontari del Brain
Da destra: Nicola, Federico, Michele, Enrico

Nicola ha famiglia, un bellissimo bambino e un altro in arrivo. Destreggiarsi tra i piaceri della famiglia, il lavoro e gli impegni quotidiani è difficile. Sappiamo tutti che il tempo sembra non bastare mai. Ma allora Nicola, chi te lo fa fare?

Aiutare gli altri mi fa stare bene. So di essere importante per Federico, per lui sono una valvola di sfogo.

Ci sono due episodi in particolare che ricorderò per sempre e che, tra gli altri, mi ripagano del mio impegno:

il momento in cui Federico mi ha detto“Stare con te cambia la mia vita

e i suoi genitori che mi dicono “Grazie per quello che fai. Siamo contenti che ci sia qualcuno con cui Federico possa confrontarsi e scambiare un po’ di vita sociale. E’ un plus rispetto al Brain che già gli fa fare molti passi avanti”.

Ma c’è un altro motivo che spinge Nicola a dedicare il suo tempo ai ragazzi del Brain:

Mi piace pensare che se a me o a una persona a me cara un giorno succedesse qualcosa ci fosse qualcuno che ci aiuta o che potesse, come il Brain, dare una seconda chance per una vita dignitosa.

Io ho la forza e la possibilità di farlo per cui lo faccio.

Grazie Nicola per il tuo coraggio, il tuo cuore e la tua amicizia. Grazie per cambiare la vita di Federico e del Brain. Ti aspettiamo presto alla Rocca 🙂