La storia di Nicola: quel profumo di pastine del bar…

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Ti invitiamo a leggere la storia di sofferenza e di tenacia di Nicola. Un’altra persona vittima di una grave lesione cerebrale, dovuta a un trauma cranico. Un giovane che dentro di sè ha trovato la forza e la motivazione per riprendere in mano le redini della sua vita. Grazie Nicola, ci sei di esempio!


Io, come tanti altri ragazzi, sono stato il protagonista in un incidente con la mia moto. Ricordo poco di quel momento, anche se so di non aver perso i sensi nell’impatto, perciò la maggior parte delle cose che di solito racconto quando qualcuno mi chiede com’è andata, mi sono state raccontate!

Sono subito stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Padova, dove sono stato in coma a causa di una complicanza, e successivamente mi hanno spostato in quello di Vicenza. Ecco, quando mi hanno portato lì, quello che ricordo quando sono entrato, nonostante le difficoltà del momento, è il profumo delle pastine, delle brioches, così intenso che mi sembra ancora di sentirlo se chiudo gli occhi … poi ho saputo che il pronto soccorso è vicino al bar dell’ospedale!

All’inizio ero un po’ di qua e un po’ di là con la testa, facevo molti incubi quando dormivo, il cervello lavorava velocemente e mi faceva credere cose che non corrispondevano alla realtà. Ero veramente “fuori” – scuote la testa e ride – e immagino di aver fatto passare dei brutti momenti a chi mi è stato sempre vicino, i miei genitori soprattutto. Ho poi fatto un periodo all’ospedale di Camposanpiero per tornare a camminare.

E poi?

Poi sono arrivato alla Rocca. Me ne aveva già parlato Edda quando stavo a Vicenza.

Vivo qui durante la settimana e poi nel week end torno a casa. Qui si sta in compagnia, partecipo a delle attività di gruppo dove ci confrontiamo con chi ha avuto un altro incidente o comunque è stato male, e in questo modo ti aiuti. Perché possono dirti ciò che vuoi, ma chi non l’ha vissuto non può capire.

Si cerca sempre di migliorarsi, anche facendo fisioterapia, o cercando di fare le cose in autonomia dentro la casa-famiglia sotto l’occhio vigile degli operatori. Mi dicono che è fondamentale individuare il proprio obiettivo e impegnarsi per arrivarci il più vicino possibile, ovviamente per gradi … io voglio tornare a lavorare, e so di essere sulla strada giusta! Mi dico che se rimanessi a casa la vita non migliorerebbe, anzi, peggiorerebbe. Ma c’è da lavorarci e qui ci viene data questa possibilità.

Nonostante il brutto incidente, perché è stato brutto veramente, a me è andata tutto sommato bene, ma qui ho conosciuto persone che hanno difficoltà anche più gravi delle mie e immagino a quante ce ne siano fuori da qui in questo momento.

A loro e alle loro famiglie mi viene da dire di non disperare anche se sembra tutto perduto, perché c’è chi offre il proprio aiuto per cercare di stare meglio e così la vita sembra un po’ più dolce … come le pastine del bar!”