Le cose accadono, a volte non è giusto ma è così. Come possiamo vincere le difficoltà dopo una lesione al cervello?

Due anni fa Paola è stata operata per un aneurisma, l’ingrossamento di una vena del cervello. L’operazione è andata bene, ma «qualche piccola eredità è rimasta». Paola, rispetto a prima, si sente meno reattiva e meno in forma. Si percepisce più lenta nel ragionare, nel parlare, nel muoversi; ma si dice contenta di essere cosciente e non aver mollato: «L’importante è vincere queste difficoltà e avere ancora voglia di fare»

PaolaTenacia e vitalità traspaiono dall’atteggiamento di Paola e sembrano essere le sue parole chiave per andare avanti. L’intervista che stiamo per raccontarvi, ancora più di  altre, diventa un’occasione per una riflessione personale.

Ho conosciuto Edda durante il secondo ricovero in ospedale, qualche mese fa. Era parte del team di riabilitazione. Dopo l’ospedale ho iniziato la riabilitazione con il Bran.

Prima di venire alla Rocca avevo paura che ci fossero situazioni disperate che mi portassero a mia volta nella disperazione. Invece ci sono persone gravi che con lo spirito quasi quasi mi fregano: sempre ottimisti e attivi! Anche gli operatori… ci vuole tanta forza d’animo e loro ce l’hanno.

Paola è serena nel raccontare la propria storia, ma c’è una cosa che le pesa:

Mi rompe tanto il fatto che ho sempre lavorato tantissimo: prima mi servivano i soldi per sposarmi, poi per la casa, poi per i figli… io ero un toro. Adesso che avrei potuto tirare mezzo sospiro di sollievo mi capita questo. È una schifezza. Non è neanche giusto. Ma dai, un po’ alla volta miglioro.

Ad esempio mi sento migliorata in termini di memoria. La mia paura è di dimenticarmi di chiudere il gas o la porta di casa. Finché invece è il sale nella pasta va bene. Certo è che se uno sta in poltrona dalla mattina alla sera a fissare l’infinito la memoria non gli torna… invece se uno fa esercizio magari è spronato ad usarla. Qui alla Rocca sto facendo degli esercizi proprio per la memoria.

A proposito della convivenza alla Rocca Paola rivela divertita:

Le persone che sono qui alla Rocca obiettivamente hanno dei limiti: chi non cammina, chi non parla, chi non capisce.. ma qui si prendono un po’ in giro e in questo modo si è creato un gruppo. Se ad esempio uno non cammina bene viene aiutato e magari quello che lo aiuta è zoppo.

Un’altra cosa bella è che facciamo delle iniziative con i ragazzi giovani: non fa assolutamente male coinvolgerli – Paola si riferisce a Testa o Croce, il progetto di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale e la disabilità acquisita finanziato dal Centro Servizi di Volontariato di Vicenza, che in questi giorni ha visto i ragazzi del Brain protagonisti nelle scuole e con i giovani di Altavilla – Sono venuti a trovarci quelli delle medie e sono arrivati tutti sbrufoncelli, con l’atteggiamento da “faccio tutto io”. Quando ci hanno conosciuto hanno cambiato atteggiamento: erano gentili e disponibili. È giusto coinvolgerli anche per dare una mano, fa bene a noi e a loro.

Grazie Paola per la tua sincerità e gli spunti che ci hai offerto.

Prima di lasciarvi ci teniamo a riproporre l’appello di Paola lanciato qualche giorno fa sulla nostra pagina Facebook.

La scorsa settimana Paola ha compiuto gli anni e per l’occasione, con un video che vi riportiamo qui sotto, ha chiesto un regalo speciale.

 

Rispondete all’appello di Paola con un contributo alla campagna “Quest’estate riabilitazione in piscina per tutti!”. 

Dona ora su https://buonacausa.org/cause/brainpiscinariabilitazione

Grazie Paola per aver condiviso con noi la tua esperienza e grazie a tutti voi per quanto farete.