Meno caos, più qualità di tempo e di vita. La storia di Dale dopo il dramma della lesione cerebrale acquisita

La grave lesione cerebrale acquisita non colpisce solo le vittime ma anche i familiari, che si sentono disorientati e impotenti, ma che fanno quello che possono per essere vicino al proprio caro. Sono persone comuni, con quotidiani impegni familiari, di studio e lavoro. Fanno l’idraulico, l’avvocato, l’insegnante.. non sono medici o specialisti della riabilitazione.

Dale, sposato con Francesca da 37 anni, si sentiva proprio così dopo la grave lesione cerebrale che ha colpito Francesca: nel caos totale. Non essendo un esperto della riabilitazione sentiva di aver bisogno di aiuto. Non riusciva a fare le scelte giuste per sé e per lei. Stava affondando. E’ riuscito a trovare sollievo con il Brain, la casa famiglia la Rocca e il gruppo di sostegno ai familiari. Dale ci racconta la sua storia.

Da circa un anno Francesca era a casa, dimessa dall’ospedale e da una casa di cura. I medici volevano metterla al ricovero ma ho pensato che in quel caso non avrebbe avuto alcuna opportunità di recupero. Pensavo che la soluzione migliore sarebbe stata portarla a casa. Per lei volevo continuare con la riabilitazione fisica e con la logopedia.

È da circa un anno che conosco il Brain e le persone che ci lavorano. Ho conosciuto Edda in ospedale e mi ha suggerito di iniziare la riabilitazione fisica con Tommaso, il fisioterapista. Da Gennaio Francesca è alla Rocca ed è seguita da tutti i professionisti del Brain.

IMG_2471 (1)

Erano 2 anni che non parlava. Adesso riesce a tirar fuori la sua voce. Abbiamo ripreso a comunicare, a raccontarci qualcosa, e con la riabilitazione fisica ha riacquisito forza.”

Per far capire a tutti il sollievo e i benefici che ha ottenuto dal Brain, Dale continua la sua storia con un esempio:

“Brain è il nostro “tecnico del televisore”. Francesca non è una lavatrice o una TV ovviamente, è molto più complessa, quindi ha bisogno di molti tecnici che la seguono e ora con Brain ce li ha.

Da gennaio c’è molto meno caos nella mia vita. Riesco a fare delle buone scelte per me e per Francesca.”

I percorsi riabilitativi del Brain coinvolgono anche i familiari che possono trovare sollievo e sostegno nel gruppo di supporto a loro dedicato.

Mi sentivo molto solo. Mi sembrava che nessuno mi capisse. Noi avevamo tanti amici ma dopo l’incidente qualcuno se n’è andato. I parenti e gli amici non capiscono bene quello che stiamo vivendo. Le persone del gruppo di familiari invece vivono la stessa cosa. E’ strano perché non ci conosciamo ma quando parliamo ci capiamo perfettamente, non mi prendono per pazzo come succede fuori, dove le persone non capiscono veramente la mia nuova vita. A me questo gruppo è servito tantissimo: non mi sento più solo, è un sollievo enorme.

Il servizio di accoglienza programmata del Brain dà la possibilità a Francesca di dormire alla Rocca due notti a settimana. Mia figlia più grande, che ha una bambina di due anni, passava tutte le mattine a casa per stare con Francesca. Da quando abbiamo conosciuto la Rocca anche mia figlia ha più tempo per la sua famiglia ed è più rilassata. Insieme a Francesca possiamo goderci di più la nipotina.

È difficile spiegare quanto meno caos c’è adesso rispetto ad un anno fa per tutti i membri della nostra famiglia. Prima era difficile organizzarsi, magari passavamo più tempo insieme ma con meno qualità, adesso stiamo tutti recuperando. Il dramma non è stato solo per Francesca, lo è stato per tutti noi.

Sono sicuro che ci sono persone che sono nella mia situazione e che non conoscono Brain. Io so  che stanno soffrendo, so le difficoltà che hanno. Sappiate che la Rocca vi cambia la vita. Il dramma rimane ma il Brain ti dà la possibilità di andare avanti e la speranza di avere una vita. Brain può aiutare tante persone perché è un gruppo di esperti, da Ilaria, a Elisabetta, a Elena la coordinatrice degli operatori.. loro sanno quello che fanno. Sono dei bravi tecnici.

Con il Brain Francesca condivide progetti e attività con altre persone e si sta facendo nuovi amici. Questo per me è molto importante.

Voglio ringraziare Elisabetta, Elena, Daniele, Luigi, Giulia, Tommaso, tutti, perché sono una grande squadra che dà a persone come me la possibilità di andare avanti con meno caos. Ringrazio soprattutto Edda, ma tutti fanno la loro parte e tutte queste parti sono davvero importanti per noi.”

Un grazie di cuore Dale per la tua condivisione.