IL CENTRO PER TCE

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“Un centro dedicato a chi ha subito traumi cranici”

Fare di Altavilla un punto di riferimento per i traumatizzati cranici. E’ questo il progetto su cui l’amministrazione guidata da Claudio Catagini stà lavorando dallo scorso settembre.
I piani d’intervento sono due, ma l’obiettivo e’ unico: ridare qualità della vita a chi ha subito un trauma cranico.
Ad Altavilla, dal dicembre 2008, ha trovato sede il centro diurno della cooperativa Easy dove i traumatizzati intraprendono un cammino per tornare a lavorare; il centro e’ una costola della cooperativa presieduta da Cristian Leorin, braccio operativo dell’associazione Brain che opera per il recupero dei traumi cranici. Ora l’amministrazione comunale ha aperto un tavolo di lavoro con il presidente della casa di riposo “Papa Lucani”, Giorgio Roveggia, i rappresentanti dell’Ulss 6 e la presidente dell’associazione Brain, Edda Sarabottolo.
“Grazie alla disponibilità del parroco don Francesco Cunial e del consiglio pastorale e’ stata messa gratuitamente a disposizione l’ex canonica della chiesetta della Rocca – spiega Catagini -. Vogliamo realizzare qui una “casa famiglia” per i traumatizzati cranici”. “Il progetto, il primo di questo tipo nell’Ulss 6, e’ stato inserito nel piano di zona dei servizi alla persona – dice Sgarabottolo -. Siamo alla ricerca di finanziamenti per sistemare l’edificio”.
L’altro progetto, inviato in Regione, e’ quello che vede coinvolti Casa di riposo, Comune e Ulss per realizzare nella “Papa Luciani” un nucleo ad alta integrazione socio-sanitaria e riabilitativa per persone  disabili a causa di traumi cranici.

Il giornale di VICENZA

SICUREZZA STRADALE

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L’INIZIATIVA. La Provincia affida il progetto di sensibilizzazione al gruppo di Altavilla che raduna i reduci da gravi traumi.
SICUREZZA STRADALE, 12 REGOLE DALLE VITTIME DEGLI INCIDENTI.
Un calendario firmato dall’Associazione Brain. Sarà distribuito nelle scuole e nei locali per giovani: ogni mese un consiglio per una guida giudiziosa.
Un pacchetto di semplici consigli per non rischiare la vita sulle strade. Ripetuti 365 volte. Un – dodecalogo- lungo un anno. Allacciate le cinture, niente alcool e niente droghe se vi mettete al volante. Rispettate i limiti di velocità e di distanze di sicurezza… In strada non si scherza: ci vuole – testa- . Consigli stampati, tradotti in semplici slogan impressi in un calendario che sarà distribuito a studenti e giovani .Un calendario realizzato e firmato da chi meglio non potrebbe farsi portavoce del messaggio: l’associazione Brain, che raduna i giovani colpiti da grave trauma cranico a seguito di incidenti stradali.
E’ questa l’iniziativa della Provincia nell’ambito del progetto – Diamo strada alla sicurezza –  E’ stata battezzata – 365 giorni per una buona causa- ed e’stata illustrata ieri dall’assessore alla Viabilità Costantino Toniolo, insieme con Edda Sgarabottolo, presidente di Brain, Cristian Leorin , presidente della cooperativa Easy, braccio operativo dell’associazione. – Stiamo lavorando per sensibilizzare i giovani ai corretti comportamenti alla guida – afferma Toniolo – . Questo e’ un lavoro di qualità ed e’significativo che sia stato realizzato da chi ha vissuto in prima persona le conseguenze degli incidenti stradali- .
L’ASSOCIAZIONE. – I ragazzi ci hanno messo davvero il cuore, in questo lavoro- , aggiunge Edda Sgarabottolo, presidente di Brain. L’associazione, nata nel ’94, raduna oggi 200 famiglie vicentine. – Sono giovani reduci da gravi incidenti con trauma cranico – spiega la presidente – . Grazie ad una serie di attività diverse, sia ricreative che formative, cerchiamo di inserire i giovani con lesioni celebrali in un percorso di recupero e riabilitazione.
A Vicenza c’e’ un ottimo trattamento sanitario, grazie all’Unità gravi cerebrolesioni del S. Bortolo – ricorda Sgarabottolo – ma e’ scoperta l’assistenza socio- riabilitativa. Noi cerchiamo di non lasciare sole le Famiglie- . Un’attività alla quale promette – sostegno- Elio Rigotto, assessore al Sociale del Comune di Altavilla, dove ha sede l’associazione.
LA COOPERATIVA. Per raggiungere gli obiettivi prefissati, l’associazione si avvale della cooperativa Easy, che si occupa di attività di grafica pubblicitaria. Una specializzazione che le ha permesso di avere un ruolo centrale nell’iniziativa della Provincia. – Quattro ragazzi – spiega il presidente Leorin – hanno lavorato a questo progetto sulla base del materiale fornito dalla Provincia- .
IL CALENDARIO. Il calendario, stampato in 2 mila copie, sarà distribuito nelle scuole medie e superiori e, in collaborazione con Confcommercio,nei locali frequentati dai giovani. Chiude Gabriele, un ragazzo dell’associazione, con una battuta:- Ogni mese uno slogan, semplice semplice: ci sono 30 giorni di tempo per memorizzarlo. Basteranno, o no?-

Marco Scorzato

Il giornale di VICENZA

VOGLIAMO TORNARE A VIVERE

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“Vogliamo tornare a vivere. Subito”.

E’ l’appello rivolto dai sopravissuti ai gravi incidenti stradali che però, dopo  il ricovero ospedaliero, sono costretti a convivere con una lesione cerebrale  acquisita e l’incapacità delle istituzioni di trovar loro una collocazione adeguata. Ogni anno sono quindici ogni mille abitanti. Sono per lo più giovani ad alto tasso di scolarizzazione coloro che, a seguito di un incidente, salvano la vita, ma pagano un prezzo altissimo: un danno dovuto ad un trauma cranico tale da determinare una condizione di coma e menomazioni sensoriali, cognitive e comportamentali che provocano disabilità. Ieri, per dimostrare la loro voglia di tornare a vivere, si sono riuniti ad Abano per la giornata nazionale del trauma cranico.
E’ stata l’occasione per presentare i risultati di un’indagine svolta in Veneto che ha messo in evidenza “una notevole insufficienza e disomogeneità relativamente allo sviluppo dei servizi e delle strutture”. Paolo Fogar, presidente dell’associazione trauma cranico, Edda Sgarabottolo, presidente dell’associazione Brain, la psicologa Ilaria Locati e Cristian Leorin della Cooperativa Easy, hanno sottolineato l’esigenza di garantire ai traumatizzati cure in centri dedicati per permettere un reinserimento.

IL MATTINO DI PADOVA

TORNARE A UNA VITA ATTIVA

VITA ATTIVA

Tornare a una vita attiva, anche dopo che un incidente ha lasciato in eredità un grave trauma cranico, una lunga ospedalizzazione e – spesso – danni cerebrali di diversa gravità. Non e’ un percorso impossibile, ma per farcela e’ necessario che la comunità tenda una mano. Sull’altro fronte, quello delle famiglie e di chi accompagna le persone con gravi cerebrolesioni acquisite, si tratta di sapere “dove bussare”. E’ proprio questo il tema scelto per la decima Giornata nazionale del trauma cranico, che la Federazione Associazioni Trauma Cranico ha celebrato il 31 ottobre con un convegno dal titolo “Per sapere dove bussare, Vita, scuola, lavoro”.
“I percorsi sanitari e la riabilitazione motoria sono una parte importante del lavoro da fare con chi ha subito un danno cerebrale, e su questo oggi in Italia c’e’ una buona omogeneità  sul territorio nazionale” spiega Paolo Fogar, presidente della Federazione.
“I problemi arrivano dopo, quando ci si deve ricostruire una vita: i servizi e le strutture dedicate al reinserimento sociale e lavorativo sono insufficienti e disomogenei, spesso non sono in rete, manca un percorso chiaro verso cui indirizzare le famiglie e manca una figura che faccia da riferimento per le famiglie. Stanti così le cose, solo il 10% di chi ha esiti  da trauma cranici riesce a tornare a una vita autonoma e attiva”. Tra i problemi principali, affrontati in un movimento ad hoc del convegno, c’e’ l’inserimento lavorativo: ”Bisogna passare dai progetti alle assunzioni”, dice Fogar. “Chiaro che serve una mediazione, qualcuno che accompagni non chi ha una disabilità da cerebrolesione acquisita ma il datore di lavoro, che gli faccia vedere dove e’ più opportuno impiegare quel lavoratore”.
Una traccia di percorso possibile viene dalla ricerca realizzata dall’associazione Brain, che ha mappato i servizi e le risorse a favore delle persone con Gca nella Regione Veneto: per Fogar “il modello potrebbe essere replicato     su altri territori e già ora sul nostro sito abbiamo lanciato il censimento dei centri di riabilitazione, di cui daremo in futuro anche una valutazione”.
Il ruolo delle associazioni e’ fondamentale, perche’ “con la mente nessuno sa esattamente cosa succede dopo. In questo campo la professionalità si costituisce sul campo, non a una scrivania. Vale anche per noi, rispetto a dieci anni fa siamo molto più in grado di scambiarci buone pratiche”. Una sommatoria di esperienze non sovrapponibili, che fanno una bella massa critica.    (S.D.C.)
www. associazionitraumi.it

Dal giornale “VITA”

CONVEGNO SUL TCE

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Convegno sul trauma cranico all’hotel Alexader
Sono aperte le iscrizioni, gratuite, per partecipare alla Giornata nazionale del Trauma Cranico dal tema ”Per sapere dove bussare“, che si svolgerà sabato 31 Ottobre, dalle ore 9 alle 17, all’Hotel Alexander Palace di Abano Terme (Padova).
L’iniziativa, giunta al decimo anno dalla sua istituzione, e’ organizzata dalla Federazione nazionale Associazioni Trauma Cranico ed e’ rivolta alle persone con grave cerebrolesione acquisita (Gca), ai loro familiari, ai politici, agli operatori dei servizi territoriali.
La manifestazione si propone di delineare possibili interventi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone che hanno subito una Gca, in continuità con i percorsi riabilitativi-sanitari. Solo in questo modo, dopo un grave trauma e una lunga ospedalizzazione, diventa possibile riprogettare la propria vita e riconquistare un ruolo nuovamente attivo e riconosciuto all’interno della comunità.
Per informazioni e iscrizioni contattare la segreteria organizzativa di Associazione Brain allo 0444.654726 (lunedì – mercoledì  – venerdì dalle 10 alle 12).

Dal sito Internet “AbanoMontegrotto24ore.it” di mercoledì, 14\10\2009
“Trauma cranico: per saper dove bussare”
Con la decima Giornata Nazionale del Trauma Cranico – prevista per il 31 ottobre ad Abano Terme (Padova) –  ci si propone di delineare possibili interventi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone che abbiano
subito una grave cerebrolesione acquisita, in continuità con i percorsi riabilitativi-sanitari. ”Solo in questo modo – sottolinea infatti Paolo Fogar presidente della FNATC (Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico), che organizza l’evento – diventa possibile riprogettare la propria vita e riconquistare un ruolo nuovamente attivo e riconosciuto all’interno della comunità, dopo un grave trauma e una lunga ospedalizzazione”. Tra i patrocinatori della manifestazione anche la FISH (Federazione Italiana per  il Superamento dell’Handicap)

La Giornata Nazionale del Trauma Cranico – evento giunto alla sua decima edizione, a cura della FNATC (Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico) – si terrà sabato 31 ottobre ad AbanoTerme, in provincia di Padova (Hotel Alessander Palace ore 9-17) e
si chiamerà “Per sapere dove bussare. Vita – Scuola – Lavoro”.
“ L’iniziativa spiega Paolo Fogar, presidente della FNATC – si rivolge alle
persone con grave cerebrolesione acquisita (GCA), ai loro familiari, ai politici e agli operatori dei servizi territoriali. La manifestazione si propone di delineare possibili interventi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone che abbiano subito una GCA, in continiuità
con i percorsi riabilitativi-sanitari. Solo in questo modo, infatti, dopo un grave trauma e una lunga ospedalizzazione,diventa possibile riprogettare
la propria vita e riconquistare un ruolo nuovamente attivo e riconosciuto
all’interno della comunità”.
Dal sito Internet “AbanoMontegrotto24ore.it”